Architettura a microservizi piattaforma IoT Trackle

Architettura a Microservizi per le soluzioni as a Service

Il mercato IoT è in rapida crescita e sempre più aziende stanno ricercando la soluzione migliore per rendere i propri dispositivi connessi. Queste soluzioni sono composte necessariamente da una parte hardware e una parte software ed entrambe devono essere a disposizione del cliente nel più breve tempo possibile. In questo articolo analizzeremo la parte software, nello specifico la Piattaforma IoT, e l’architettura a microservizi, ideale per scalare e sviluppare applicazioni in modo rapido, promuovere l’innovazione e ridurre il time to market.

Cosa significa architettura a microservizi?

Negli ultimi anni il cloud è diventato il protagonista delle nuove applicazioni software, sia per avere una gestione più agile e flessibile che per eliminare la complessità delle architetture monolitiche (ne parleremo in seguito).
Proprio per raggiungere gli obiettivi di gestione citati in precedenza si è passati da un’architettura monolitica a un’architettura a microservizi in grado di offrire una soluzione as a service, in questo caso un Software as a Service (SaaS). 

Ma cosa significa architettura a microservizi? “micro-web-services” è un termine utilizzato per la prima volta nel 2005 da Peter Rodger e indica uno stile architetturale in cui il processo di sviluppo di un’applicazione corrisponde all’unione di una serie di piccoli servizi, uno indipendente dall’altro, che comunicano tra loro tramite API (Application Programming Interface).

In pratica con questa architettura è possibile creare applicazioni in maniera agile e flessibile, in grado di scalare più velocemente e di ridurre il time to market di nuove funzionalità. Molte applicazioni moderne cloud-native scelgono un’architettura a microservizi perché consente di concentrarsi a pieno sullo sviluppo dell’applicazione.

Architettura monolitica o architettura a microservizi?

Prima di vedere la differenza tra architettura monolitica e architettura a microservizi partiamo dal risultato di una ricerca, “2022 APIs & Microservices Connectivity Report”, secondo la quale: “le organizzazioni ritengono che le architetture monolitiche siano una delle sfide da superare per accelerare la trasformazione digitale e restare competitive: l’86% delle aziende intervistate definisce i microservizi il futuro”

Detto questo in un’architettura monolitica tutti i processi sono strettamente collegati tra loro e vengono eseguiti come un singolo servizio; di conseguenza, se si vuole migliorare o aggiungere una nuova funzionalità il procedimento è più complesso rispetto a un’architettura a microservizi in quanto è necessario aumentare la base di codice; proprio questa complessità limita la sperimentazione e l’implementazione di nuove idee.

Un’altra caratteristica di questa architettura riguarda la sua creazione, pensata per supportare al meglio le soluzioni on-premise ma, come detto in precedenza, l’avvento del cloud ha modificato il modo di pensare una soluzione software passando da un’architettura monolitica a un’architettura a microservizi.
Infine, un altro rischio di un’architettura monolitica è rappresentato dalla presenza di numerosi processi strettamente legati tra loro, di conseguenza ogni piccolo errore ha un impatto notevole su tutta l’applicazione.

Al contrario con un’architettura a microservizi si ha il vantaggio di lavorare con componenti indipendenti che comunicano tra loro tramite API; ogni servizio ha il compito di svolgere una funzione precisa, in modo indipendente; ciascun servizio può essere aggiornato, distribuito e ridimensionato a seconda delle esigenze dei clienti in modo semplice, sicuro e veloce.
È chiaro che, viste le criticità sempre crescenti delle architetture monolitiche, è diventato indispensabile trovare un’alternativa e l’architettura a microservizi rappresenta una valida alternativa.

Vantaggi e svantaggi di un’architettura a microservizi

Analizziamo ora i principali vantaggi e svantaggi di un’architettura a microservizi partendo dal presupposto che essendo nata per sostituire l’architettura monolitica i vantaggi sono nettamente superiori agli svantaggi. Il primo e più importante riguarda sicuramente l’utilizzo del cloud computing che consente di eliminare i costi relativi alle infrastrutture e alle risorse IT.
Di seguito altri vantaggi e alcuni svantaggi di un’architettura a microservizi.

Vantaggi

  • Agilità; l’architettura a microservizi promuove i team di dimensioni ridotte per lavorare in modo indipendente e rapido, riducendo i tempi di sviluppo e trarre conseguente vantaggio in termini di efficienza.
  • Scalabilità e flessibilità; i microservizi permettono di lavorare e modificare il singolo servizio, apportando modifiche e tornando alla versione precedente (in caso di errori) in modo sicuro e veloce. Inoltre, è possibile scalare l’infrastruttura sia verso l’alto che verso il basso con semplicità.
  • Varietà nei linguaggi di sviluppo; la gestione separata dei servizi permette di utilizzare diversi linguaggi di programmazione. Questo permette di utilizzare sempre la migliore tecnologia disponibile e si traduce in una notevole indipendenza per i team di sviluppo.

Svantaggi

  • Orchestrazione dei servizi; è vero che avere più servizi specializzati e indipendenti è un vantaggio; dall’altra parte è necessario avere un adeguato sistema per l’orchestrazione di tutti questi servizi.
  • Comunicazione tra servizi; rendendo i servizi indipendenti c’è la necessità di farli comunicare tra loro e questo potrebbe causare problemi se non gestito correttamente. Occorre avere una bassa latenza e valutare con attenzione la moltiplicazione dei servizi evitando frammentazioni inutili.
  • Refactoring delle architetture monolitiche; non si tratta di un vero e proprio svantaggio ma di una difficoltà molto diffusa in quanto sempre più persone decidono di passare a un’architettura a microservizi. La difficoltà principale risiede nell’adattare un’applicazione monolitica all’ambiente cloud.

Trackle, la Piattaforma IoT basata su architettura a microservizi

Finora abbiamo detto che l’architettura a microservizi rappresenta il presente e il futuro delle applicazioni in cloud. Per questo motivo anche Trackle, la Piattaforma IoT creata da IoTReady, presenta un’architettura a microservizi distribuita con scalabilità automatica. L’obiettivo? Mantenere i dispositivi sempre online ed esporre i servizi necessari per l’interazione con applicazioni di terzi.

Scopri Trackle

Vuoi vedere come funziona Trackle e capire se può aiutarti nella realizzazione del tuo prodotto connesso?
Prenota ora una DEMO gratuita di 30min con un nostro esperto IoT.